7 dicembre: È sempre Natale

Quando crediamo e difendiamo la vita,

 quando ti ringraziamo per quanto già abbiamo,

 quando sappiamo metterci in ascolto della Tua parola,

 quando siamo di aiuto a chi ne ha bisogno,

 quando dividiamo le nostre gioie con gli altri,

 quando la speranza guida le nostre giornate e azioni,

 quando sappiamo essere docili alla Tua volontà,

 quando Ti riconosciamo come Padre e Ti preghiamo e adoriamo in silenzio,

Tu, o Signore, nasci dentro di noi, 

e per noi ogni giorno è NATALE!

2 dicembre: Maria donna gestante

«Vicino a Elisabetta aveva portato a compimento il noviziato di una gestazione di cui cominciava lentamente a dipanare il segreto. Ora bisognava scendere in pianura e affrontare i problemi terra terra a cui va incontro ogni donna in attesa. Con qualche complicazione in più. Come dirglielo a Giuseppe? E alle compagne con cui aveva condiviso fino a poco tempo prima i suoi sogni di ragazza innamorata, come avrebbe spiegato il mistero che le era scoppiato nel grembo? (…) Non fece in tempo a rientrare a casa, che Giuseppe, senza chiederle neppure che rendesse più esaurienti le spiegazioni fornitegli dall’angelo, se la portò subito con sé. Una notte, lei gli disse: “Senti, Giuseppe, si muove”. (…)
Maria non fu estranea alle tribolazioni a cui è assoggettata ogni comune gestante. Anzi, era come si concentrassero in lei le speranze, sì, ma anche le paure di tutte le donne in attesa. Che ne sarà di questo frutto, non ancora maturo, che mi porto nel seno? Gli vorrà bene la gente? Sarà contento di esistere? E quanto peserà su di lui il versetto della Genesi: “partorirai i figli nel dolore”? (…)
Santa Maria, donna gestante, aiutaci ad accogliere come dono ogni creatura che si affaccia a questo mondo. Non c’è ragione che giustifichi il rifiuto. Non c’è violenza che legittimi violenza. Non c’è programma che non possa saltare di fronte al miracolo di una vita che germoglia. (…) Santa Maria, donna gestante, grazie perché, se Gesù l’hai portato nel grembo nove mesi, noi, ci stai portando tutta la vita
».* 

* Fonte: Antonio Bello, Maria donna dei nostri giorni, Paoline, Milano 1993. 

Hobby Show Garda: corso decorazioni natalizie

Vi ho anticipato che quest’anno all’Hobby Show Garda avrei proposto dei corsi.  E’ stato difficile scegliere cosa presentare, ma alla fine ce l’ho fatta e ho definito due proposte. Oggi vi parlo della prima a tema natalizio.

Dicembre non è così lontano ed è quindi tempo di pensare alle decorazioni!Chi mi conosce sa bene quanto il Natale sia importante per me e nella mia visione delle festività le decorazioni sono una cosa seria! Credo siano uno strumento importante per creare  un’atmosfera che aiuti a vivere le feste anche e soprattutto con lo spirito.  Forse è per questa mia visione delle cose che ci metto così tanto amore e tanta passione nel realizzare ogni singola decorazione.

Vi ho fatto questa premessa per farvi capire da dove nasce la spinta per questo corso di cui vi riporto con emozione i dettagli.

Titolo: C’era una volta una sfera di polistirolo…Storia di una pallina di Natale.
Descrizione: Le decorazioni migliori sono quelle fatte col cuore. Realizzeremo un set di palline decorato con stoffe e materiali vari. Trasformeremo così le nostre sfere di polistirolo in stupende decorazioni per il tuo albero.
Costo: €15,00
Durata: 1 ora
Materiali: inclusi
Note: adatto anche a bambini a partire dai 10 anni
Note: per chi effettua l’iscrizione anticipata: se hai già deciso con quali colori decorerai il tuo albero comunicacelo.
Recapito Iscrizioni: assomentecrea@gmail.com e presso lo stand de “L’Infinita Mente Crea”
Quando: Venerdi 24 novembre ore 11 e ore 14;Domenica 26 novembre ore 11, ore 14 e ore 16
Dove: presso lo stand de L’INFINITA MENTE CREA – Ass.Culturale – PAD. 1, STAND A20

È tempo di mettere via…

È passata anche l’Epifania che si sa tutte le feste porta via.

Oggi eccomi qui con il solito appuntamento “triste” di questo periodo: devo mettere via le decorazioni natalizie.

Riporre il presepe e le luci,smontare il trenino, spogliare l’albero delle sue decorazioni sono tutte cose che mi hanno sempre messo un pizzico di malinconia e forse quest’anno ancor più che in passato.

Queste feste sono state particolarmente magiche e significative per me perché la mia famiglia non è la stessa che ha aperto gli scatoloni di decorazioni a fine novembre. Oggi la mia famiglia è più bella di prima perché si è lasciata travolgere intensamente dal Natale nella sua essenza più vera.
Ogni decorazione è legata a un ricordo, a un istante vissuto ed è proprio questo a rendere tutto così bello e prezioso,ma allo stesso tempo difficile da mettere via.

Gli scatoloni però aspettano: è tempo di mettersi all’opera per riempirli.

Intanto con il sorriso penso che dopo tutto mancano solo 351 giorni al prossimo Natale e si sa il tempo vola  😉

24 dicembre: lettera da Gesù bambino

Cari uomini…lettera da Gesù Bambino

 Cari uomini, beh! Non state a sgranare gli occhi.
Sono io, e non è proprio il caso di fare tante storie.
Siete cosi abituati a tenermi imprigionato nei vostri schemi e, fra poco, nei vostri presepi, che non vi rendete conto che sono diverso dai vostri schemi, che non sono un bambino di gesso, innocuo, ma sono in carne ed ossa, capace di parlare, o addirittura, come in questo caso, di strillare.
Ho deciso di invertire le parti.
Siete sempre voi a domandarmi qualcosa, e visto che si avvicina il Natale, sarete voi a scrivermi delle lettere. La lettera questa volta, se non vi dispiace, la scrivo io. E, a scanso di equivoci, vi anticipo che non sarà affatto una letterina gentile.
Ho ascoltato milioni e milioni di vostre richieste, ho letto milioni e milioni di vostre lettere. Per una volta, almeno, voglio essere io a dirvi qualcosa, a esprimere desideri, a formulare precise richieste.

E pretendo naturalmente la vostra attenzione.

Pochi di voi, a quanto mi risulta, e credo di essere ben informato, si sono preoccupati di sapere quali sono i miei progetti su di loro, se lo hanno fatto, lo hanno fatto un po’ per retorica; pochi si sono preoccupati di sapere quale speranza ho nutrito e nutro, facendomi uomo, venendo ad abitare in mezzo a voi; pochi si sono preoccupati di sapere se il mio “sogno” realizzabile; sì confessatelo, piuttosto avete pensato che sono sogni, che sono “cose” campate in aria.
Vi devo dire che siete molto abili a “trasformare”, ma con quella trasformazione che mi esclude. Volete un esempio?!
lo sono nato per portare la salvezza, sono nato per portare la speranza, sono nato in povertà. E voi la salvezza, la speranza, la povertà le avete “trasformate” in una faccenda dove io sono stato messo da parte, in feste dove io non c’entro e con me non entra la speranza, la salvezza, la povertà, il “sogno” che Dio mio Padre ha per voi uomini.

Non è attraverso l’uso del mio nome che si realizza il “sogno” di Dio per voi, non attraverso i bei canti, i “formalismi”, i “bei discorsi” attraverso le cose sporadiche, che la speranza del Dio-con-noi si vive e si realizza.

E cosi, cari uomini, la storia si ripete. Ed è sempre la triste storia che mi fa trovare porte chiuse. Quando sono venuto in mezzo a voi per condividere la vostra situazione, per partecipare alle vostre vicende, per essere insomma uno di voi, per me non c’era posto nelle vostre abitazioni, perché erano già piene.
Allora come oggi, dopo duemila anni, devo constatare che non c’è posto per me nel vostro cuore: è già pieno di altri affetti, è occupato da molti idoli, è distratto dai molteplici impegni; e ciò che più mi dispiace è che non c’è posto nemmeno là dove si pronuncia con frequenza e disinvoltura il mio nome.
La mia presenza è gradita, a patto che venga circoscritta, limitata nel tempo e nello spazio, relegata ad alcuni istanti, soprattutto neutralizzata nei suoi elementi più impegnativi.
Non sono venuto sulla terra come occasione per la vostra vanità, superficialità, gusto del chiasso; o soprattutto, visto che si avvicina il Natale, perché vi poteste “abbuffare”, oppure vi sentite, almeno una volta l’anno, buoni e generosi, non era proprio il caso che mi scomodessi per così poco, non vi pare?…

Sia ben chiaro: O mi accettate come Protagonista e quindi subordinate tutto il resto al mio “sogno”, oppure vi diffido formalmente dall’usare ancora il mio nome. Sulla terra ci sono venuto e ci vengo, ci rimango volentieri. In mezzo a voi mi ci trovo benissimo,sono uno dei vostri ormai. Desidero camminare con voi, condividere pene e gioie, portare pesi, successi e fallimenti. L’unica cosa che non ammetto è di diventare pretesto per un gioco di vanità che finirebbe per lasciarvi ancora più soli, più poveri, più insoddisfatti, più disperati.

Quindi d’ora innanzi sapete a quali condizioni potete contare su di me. Vi ho parlato con chiarezza, forse vi ho ferito. Ma dopo, ne sono sicuro, le cose andranno molto meglio, con comune soddisfazione. E non si ripeteranno certi equivoci…

Comunque statene certi: per un “sogno” vero e autentico, per un “sogno” di porte e cuori spalancati, per un “sogno” di pace, per un “sogno” che frantumi le barriere, per un “sogno” di gioia, desiderato e costruito da tutti gli uomini di buona volontà, per un “sogno” di perdono per individui che si riconoscono peccatori, per un “sogno” di salvezza, per un “sogno” di speranza,
è sempre disponibile il vostro

Gesù Bambino

Fonte

23 dicembre: beatitudini del nostro tempo

Beatitudini per il nostro tempo  

Beati quelli che sanno ridere di se stessi:
non finiranno mai di divertirsi.
Beati quelli che sanno distinguere un ciottolo da una montagna:
eviteranno tanti fastidi.
Beati quelli che sanno ascoltare e tacere:
impareranno molte cose nuove.
Beati quelli che sono attenti alle richieste degli altri:
saranno dispensatori di gioia.
Beati sarete voi se saprete guardare con attenzione le piccole cose e serenamente quelle importanti:
andrete lontano nella vita.
Beati voi se saprete apprezzare un sorriso e dimenticare uno sgarbo:
il vostro cammino sarà sempre pieno di sole.
Beati voi se saprete interpretare con benevolenza gli atteggiamenti degli altri anche contro le apparenze:
sarete giudicati ingenui ma questo è il prezzo dell’amore.
Beati quelli che pensano prima di agire e pregano prima di pensare:
eviteranno tante stupidaggini.
Beati soprattutto voi che sapete riconoscere il Signore in tutti coloro che incontrate:
avete trovato la vera luce e la vera pace.

22 dicembre: vieni Signore

Vieni di notte,
ma nel nostro cuore è sempre notte:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni in silenzio,
noi non sappiamo più cosa dirci:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni in solitudine,
ma ognuno di noi è sempre più solo:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni, figlio della pace,
noi ignoriamo cosa sia la pace:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni a liberarci,
noi siamo sempre più schiavi:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni a consolarci,
noi siamo sempre più tristi:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni a cercarci,
noi siamo sempre più perduti:
e, dunque, vieni sempre, Signore,

Vieni, Tu che ci ami:
nessuno è in comunione col fratello
se prima non è con Te, o Signore.

Noi siamo lontani, smarriti,
né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo:
vieni, Signore,
vieni sempre, Signore.

David Maria Turoldo

21 dicembre: perché sono nato, dice Dio

Perché sono nato, dice Dio
Lambert Nolen

Sono nato nudo, dice Dio,
perché tu sappia spogliarti di te stesso.
Sono nato povero,
perché tu possa considerarmi l’unica ricchezza.
Sono nato in una stalla,
perché tu impari a santificare ogni ambiente.
Sono nato debole, dice Dio,
perché tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore,
perché tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato di notte,
perché tu creda che io posso illuminare qualsiasi realtà.
Sono nato persona, dice Dio,
perché tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.
Sono nato uomo,
perché tu possa essere “dio”.
Sono nato perseguitato,
perché tu sappia accettare le difficoltà.
Sono nato nella semplicità,
perché tu smetta di essere complicato.
Sono nato nella tua vita, dice Dio,
per portare tutti alla casa del Padre.

20 dicembre: E’ Natale quando si è luce da accendere

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E’ Natale quando si è luce da accendere, si diventa Amore da Amare, gioia da donare, pace da diffondere, vita da vivere, verità da dire…

È necessaria l’infelicità per capire la gioia, il dubbio per capire la verità… la morte per comprendere la vita. Perciò affronta e abbraccia la tristezza quando viene.

Non cercare la gioia nei beni di consumo, perché questo ti costerà caro.

Non preoccuparti di sapere i problemi del mondo, limitati a rispondere alle esigenze della gente.

Prometti a te stesso di parlare di bontà, bellezza, amore a ogni persona che incontri; di far sentire a tutti i tuoi amici che c’è qualcosa di grande in loro; di guardare al lato bello di ogni cosa e di lottare perché il tuo ottimismo diventi realtà.

Sii pieno di gioia, tutto sommato.

Successo o insuccesso non hanno nessun senso agli occhi di Dio, purché tu faccia quello che lui ti chiede e come te lo chiede.

Quando diffondi l’amore del Signore, sei la buona novella di Dio.
Dio vi rendarà in amore tutto l’amore che avete donato o tutta la gioia e la pace che avete seminato attorno a voi, da un capo all’altro del mondo.

Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice. Tutti devono vedere la bontà del vostro viso, nei vostri occhi, nel vostro sorriso.

La gioia traspare dagli occhi, si manifesta quando parliamo e camminiamo. Non può essere racchiusa dentro di noi. Trabocca.

Amiamo.. non nelle grandi ma nelle piccole cose fatte con grande amore.

C’è tanto amore in tutti gli esseri umani.

Non dobbiamo temere di manifestarlo.

Non importa quanto si dà ma quanto amore si mette nel dare!

B.M.Teresa di Calcutta

Fonte

 

19 dicembre: Natale pigro

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…è già arrivato il Natale, e io?

se ci penso, non mi sono preparato molto…
ho pregato poco…
non sono riuscito a fare rinunce…
non ho fatto molta carità…
la fede è un po’ spenta e la vita un po’ lontana da Dio…
E’ davvero Natale per me?

Ma il Natale non lo faccio io, lo fai tu, Gesù!
Sei tu che vieni da me.
Sei tu che scendi la dove faccio fatica,
dove sbaglio e dove sono pigro.
Sei tu che nasci nella mia povertà…

Allora si che mi vien voglia di fare di più!
Mi vien voglia di pregare davvero e di amare concretamente
chi mi sta vicino e anche chi mi sta lontano.
Ma non perché sono bravo io, ma perché sei buono tu!
E’ questo il tuo Natale!
Grazie Gesù!

Fonte